Fredda e lenta un coltre di ghiaccio riveste i tetti, le cime degli alberi e i prati che nudi e abbandonati si abbandonano alle lusinghe dell'inverno.
Un inverno che vorrei sentire scendere sul cuore, anestetizzandolo alla pena, al dolore, alla solitudine e soprattutto all'illusione di cui spesso ed inutilmente si nutre.
Attendo una neve di silenzio e una coperta di insensibilità, ma so che non giungeranno ad alleviare il crudo bruciore delle ferite che continuo imperterrita ad autoinfliggermi.