Il mio buio a volte credo di conoscerlo e di riuscire a dominarlo e a volte no, mi investe, mi travolge inaspettatamente come adesso che lascio che un uomo alberghi nel mio cuore ed un altro vaghi nella mia mente, confondendomi e confondendo probabilmente anche le persone che ho attorno e lasciandomi in bocca un sentore acido di falsità e di superficialità che non mi appartengono.
La noia è la principale imputata di quel che mi accade di solito, ma non so quanto questo sia vero e anche giustificabile, più che altro la mia anima inquieta è facile preda di quel bozzolo comodo fatto di attese, di tensione, di angoscia sottile in cui avvolgersi e comodamente lasciarsi cullare da esso in una sospensione della realtà e della coscienza. Perché a volte l’attesa e la pena per se stessi possono generare una penetrante nostalgia, specie quando vi si è convissuti a lungo e si è appresa l’arte della solitaria esistenza.
Poi bastano due semplici parole dette dalla persona del cuore e si comprende quanto tutto questo sia solo un gioco per non farsi travolgere dalla quotidianità dell’esistenza e non abbia alcun significato reale, perché l’unica realtà è che c’è già chi riesce a farti sentire felice e a casa con due sole semplicissime parole.
giovedì 30 settembre 2010
un pomeriggio in un suono
Sono giorni boreali quelli che lenti mi scorrono dentro, si dividono fra la luce intensa e gioiosa che illumina me e l’uomo che amo e le profonde viscere di un buio che non mi appartiene, ma che getta lunghe ombre anche sulla sorgente del mio benessere e come una sottile lama di eclissi ne occulta una parte…..
Lo sguardo dell’uomo non sa attraversare la consistenza della materia di cui è fatto e oltre alcuni centimetri di superficie, spesso costituiti da fugace nebbia non riesce ad andare.
Non riesce a scrutare il profondo che resta quieto e dormiente, nel suo bozzolo di oscurità al riparo da lumi e sguardi il più delle volte indiscreti….così alla fine nulla è come appare, la forma e la sostanza non si uniscono più in un sinodo vitale, ma duplici e prismatiche si specchiano l’una nell’altra senza mai riconoscersi e conoscersi.
L’uomo spesso è come la luna nel suo lungo percorso mostra sempre e solo una faccia, lasciando credere al mondo che oltre quella candida luce non esista altro, non vi sia un lato in ombra ignoto a volte anche a noi stessi.....e giorno dopo giorno ci esercitiamo tenacemente ad occultarlo affinchè nessuno possa mai vederlo e magari giudicarci anche per esso… Vogliamo ignorarlo, dimenticarlo fino a seppellirlo in qualche remoto recesso dell’anima, ma a volte quell’angolo remoto ci attira a sé, rivelandoci che in realtà quello che siamo non possiamo cancellarlo come una lavagna sporca, ma che la nostra luce spesso si nutre di quel buio per esistere e per risplendere....... altrimenti quello stesso buio può finire per inghiottirci e privarci di ogni luce per sempre.
Lo sguardo dell’uomo non sa attraversare la consistenza della materia di cui è fatto e oltre alcuni centimetri di superficie, spesso costituiti da fugace nebbia non riesce ad andare.
Non riesce a scrutare il profondo che resta quieto e dormiente, nel suo bozzolo di oscurità al riparo da lumi e sguardi il più delle volte indiscreti….così alla fine nulla è come appare, la forma e la sostanza non si uniscono più in un sinodo vitale, ma duplici e prismatiche si specchiano l’una nell’altra senza mai riconoscersi e conoscersi.
L’uomo spesso è come la luna nel suo lungo percorso mostra sempre e solo una faccia, lasciando credere al mondo che oltre quella candida luce non esista altro, non vi sia un lato in ombra ignoto a volte anche a noi stessi.....e giorno dopo giorno ci esercitiamo tenacemente ad occultarlo affinchè nessuno possa mai vederlo e magari giudicarci anche per esso… Vogliamo ignorarlo, dimenticarlo fino a seppellirlo in qualche remoto recesso dell’anima, ma a volte quell’angolo remoto ci attira a sé, rivelandoci che in realtà quello che siamo non possiamo cancellarlo come una lavagna sporca, ma che la nostra luce spesso si nutre di quel buio per esistere e per risplendere....... altrimenti quello stesso buio può finire per inghiottirci e privarci di ogni luce per sempre.
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